Vulvodinia

Oggi voglio parlare di vulvodinia, una condizione fisica che ha un grosso impatto nella vita delle donne che ne soffrono, sia da un punto di vista fisico che psicologico.

Se vi capita di sentire una grande sensazione di bruciore e dolore durante il rapporto sessuale, tale da renderlo impossibile e molto doloroso, senza che vi sia nessuna manifestazione evidente di lesioni della pelle o infezioni, è possibile che si tratti di vulvodinia.

Come molte patologie che riguardano la sessualità e le donne, se ne parla purtroppo molto poco non solo in generale ma anche tra le donne stesse, e questo rende il processo di identificazione della vulvodinia, oltre che quello di accettazione, ancora più difficile per chi ne soffre.

Iniziamo con il definire meglio cos’è la vulvodinia?

La Vulva Pain Society la definisce come

una condizione vulvare consistente in dolore, senso di bruciore e fastidio senza che vi sia presente alcuna lesione fisica riconoscibile o infezione in corso.

Si può poi manifestare in diverse forme che vanno dal dolore costante a momenti di dolore o bruciore causati dal tocco delle parti coinvolte. Anche da un punto di vista di dove si manifesta il dolore, c’è varietà, infatti può persistere nella zona vulvare, o all’ingresso del canale vaginale, oppure alla clitoride (detta clitoridinia).

Il presentarsi in forme diverse fa della vulvodinia una condizione che è difficile da identificare. Ma se vi è capitato più volte di provare questi sintomi, vi consiglio di rivolgervi al/alla vs ginecologo/a che sono certa vi visiterà per escludere che vi siano magari infezioni di altro genere in corso che possono causare gli stessi sintomi.

L’assenza di evidenti lesioni, abrasioni o rush che possano apparentemente essere una facile spiegazione al bruciore è dovuta al fatto che la causa della vulvodinia è in realtà una ipersensibilità dei nervi che sono presenti nella vulva.

Non vi è quindi mai alcuna manifestazione visibile, ma purtroppo il dolore e il bruciore che si prova è assolutamente reale.

Come si può curare?

La medicina sta ancora oggi scoprendo la vulvodinia e diversi trattamenti per alleviare il dolore e bruciore che questa iper sensibilità causa.

Si possono fare sedute di fisioterapia localizzata, mirate a ridurre l’iper-tono del muscolo pelvico (causata dalla tensione dei nervi).

Tra i trattamenti prescrivibili da un medico, per i casi più acuti, ci sono una bassa dose di antidepressivi triciclici (TCAs) come gabapentin o nortriptilina, che possono essere utilizzati per il dolore, oppure delle pomate lenitive anestetizzanti da usare localmente per alleviare il dolore.

Alcune manifestazioni acute possono infatti avere un impatto importante nella vita di tutti i giorni, come l’impedire di stare a lungo sedute o di fare alcune attività fisiche; non solamente la sfera sessuale, seppur importantissima, è coinvolta quando si parla di vulvodinia.

La vulvodinia è una condizione difficile per ogni donna, non soltanto da un punto di vista fisico, ma soprattutto per le implicazioni psicologiche. Molte delle mie pazienti infatti si sentono in imbarazzo, inadeguate e spaventate nel parlare o affrontare questa condizione, sia che siano da sole o in coppia.

L’impossibilità, seppur momentanea, di avere rapporti sessuali causa ovviamente un insieme di sensazioni e di paure che è del tutto normale avere come donne, ma che si possono tranquillamente affrontare e superare con il giusto supporto ad informazione.

Non c’è in realtà alcuna ragione di vergognarsi o di essere spaventate e parlare con una sessuologa degli effetti che la vuolvodinia ha sul rapporto con voi stesse, con il/la vostra partner o in generale nella vostra vista sessuale, è una cosa che può solamente giovarvi e aiutarvi ad affrontare il tutto con più serenità e forza.

Tra i consigli che posso darvi che potete applicare tutti i giorni:

  • indossate solo mutande di 100% cotone ed evitate indumenti stretti che possano aumentare o causare irritazione nella zona pubica
  • non usate bagnoschiuma, gel o detergenti con fragranze o profumi né salviette umidificate che potrebbero andare ad irritare la pelle
  • cercate di essere sempre comode quando state sedute, utilizzate un cuscino se necessario
  • cercate di non evitare la masturbazione o comunque di toccare la vulva perchè la mancanza di stimolazione rende i nervi meno abituati a riceverla e quindi poi ancora più sensibili quando toccati.

Per quelle che sanno l’inglese, consiglio di consultare anche i seguenti siti:

Ma anche per chi invece non masticasse l’inglese, in Italia ci sono questi siti e associazioni dove potete trovare sessuologi, ginecologi ed esperti:

Ovviamente se a livello di informazione pubblica e di comunicazione si parlasse di più di vulvodinia, come di altre patologie, ritengo che sarebbe molto più facile per le donne che ne soffrono affrontare il problema; spero che iniziando a parlarne con voi e con le mie pazienti, ognuna di noi possa dare il suo contributo per aiutare a superare anche questo tabù.

katemoyleDi KATE MOYLE
PSYCHOSEXUAL THERAPIST
@KATEMOYLEPSYC