PrEP o non PrEP?

prep

Prep. Prevenire è meglio che curare.
Purtroppo la realtà dei fatti è che tutto questo è più facile a dirsi che a farsi. Specie quando parliamo di malattie come l’HIV.

La prevenzione sarebbe molto “semplice” se parliamo di trasmissione per via sessuale: utilizzare sempre il preservativo. Ma poi questa semplicità, nella realtà, svanisce.

Molti di coloro che usano il preservativo lo fanno in maniera non corretta, molti se ne fregano (per ignoranza o perchè semplicemente è scomodo) e non lo usano, molti non sanno nemmeno di essere affetti da qualsiasi malattia perchè non hanno mai fatto un test. Certamente non c’è abbastanza cultura alla prevenzione o educazione sessuale. Non c’è solo la via sessuale per la diffusione dell’HIV, anche chi fa uso di droghe o attività che portano allo scambio di aghi o fluidi o sangue può essere contagiato.

Questo solo per citare alcune delle ragioni per cui la semplicità della prevenzione in realtà non esiste.
Purtroppo quello che bisognerebbe cambiare è la coscienza delle persone. E dico purtroppo perchè questo è un processo estremamente complesso e lungo.

E’ un po’ come il fumo. Si sa che fa venire il cancro, però si fuma lo stesso, un po’ per negazionismo, un po’ perchè si pensa che non capiterà a noi. Con l’HIV entra in gioco lo stesso meccanismo.

La ricerca per trovare una cura è molto avanzata. L’ultimo risultato è la produzione di farmaci che aiutano a prevenire il contagio. L’obiettivo non è certo quello di sostituire l’importanza del profilattico, che tra l’altro protegge da tante altre malattie oltre a questa, ma quello di dare un aiuto in più.

Cos’è PrEP?

E’ un farmaco antiretrovirale, Pre-Exposure Prophylaxis, una pillola per le persone HIV negative (che non hanno il virus) che, se presa regolarmente, impedisce al virus di svilupparsi all’interno del corpo qualora avvenisse il contagio.

La regolarità e la costanza nell’assumere la pillola sono la chiave della sua efficacia.

Studi fatti in USA e UK hanno dimostrato che PrEP riduce il rischio di contagio per via sessuale fino al 90%, per chi invece fa uso di droghe la percentuale è minore ma comunque molto alta, attorno al 70%.

In UK un trial per PrEP è iniziato lo scorso anno e si vedono già notevoli miglioramenti nell’abbassare il numero di contagi. Il principale centro a Londra per la cura delle malattie sessualmente trasmissibili nel 2016 ha riscontrato un calo del 40% nei contagi, pur effettuando circa lo stesso numero di test HIV (nella regione di 6250-7500 in un mese) rispetto all’anno precedente.

PrEP è rivolta a:

persone sane ma altamente a rischio di contagio. Più nello specifico:

  • chi ha una relazione con partner HIV positivo
  • chi è sessualmente attivo e promiscuo
  • chi fa uso di droghe con scambio di aghi
  • maschi gay o bisessuali che sono stati contagiati da una malattia sessualmente trasmissibile negli ultimi 6 mesi
  • se si vuole concepire un figlio con un partner HIV positivo, la pillola aiuta a proteggere la mamma e il bambino dal contagio.
PrEP è disponibile in Italia?

Non ancora. Il dibattito sui farmaci come PrEP non si è ancora concluso. Ci sono opinioni molto diverse tra le associazioni, i medici e i pazienti. Ecco alcuni siti dove potete trovare aggiornamenti e informazioni sulla questione:

PoloInformativoHIV

QuotidianoSanità

NetworkPesoneSieropositive

In che paesi si può accedere a PrEP?

Secondo il sito inglese IwantPrEPNow PrEP (nome del farmaco è Truvada prodotto da Gilead) è disponibile in:

  • USA: dal 2012 è accessibile al pubblico (conforme a determinati criteri)
  • Francia: uso approvato al pubblico dal 2016
  • Australia: in discussione per approvazione nel 2017
  • Svizzera: non disponibile
  • Brasile: è in fase di test
  • Canada: disponibile. E’ anche illegale acquistare generici del farmaco
  • Germania: non disponibile
  • Italia: non disponibile
  • Sud Africa: i test sono stati fatti ma ancora non approvato
  • Tailandia: i test sono stati fatti ma ancora non approvato.

Come ogni nuovo farmaco PrEP ha pro e contro, sicuramente può avere effetti collaterali e, come ogni altro farmaco preso per lungo periodo, potrebbe avere effetti indesiderati.

Non è chiaramente un invito a “scappare”  o “liberarsi” dal preservativo, che tra l’altro va usato non solo per proteggersi dall’HIV, ma da molte altre malattie sessualmente trasmissibili.

In attesa di una decisione, sarebbe opportuno fare più informazione, più sensibilizzazione all’uso del preservativo e al fare regolarmente i test per le malattie trasmesse per via sessuale, oltre che a portare l’educazione sessuale nelle scuole.

Se vogliamo cambiare la coscienza delle persone perchè si abbiano dei comportamenti più responsabili verso se stessi e gli altri, bisogna iniziare dalle nuove generazioni.

(VibesWeek Editor in Chief & Co-Founder of pureeros)

“Se avessi saputo a 20 anni quello che ho scoperto a 30”. Quante volte ho sentito questa frase, troppe. Quando si tratta di sessualità, di intimità e piacere, di conoscere il nostro corpo, di capire cosa ci piace o no, di esprimere i nostri desideri o di metterci al primo posto, nessuno ci ha detto che è giusto farlo. Ve lo dirò io: facciamolo!

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