Mamma e papà, è ora di parlare di educazione sessuale!

Nel mio ultimo veloce articolo ho lanciato il sasso e vi ho lasciato riflettere: il primo approccio volontario al porno oggi è a 11 anni.

educazione sessuale

Io a 11 anni non avevo mezzi per accedere ad alcun contenuto porno e forse neanche lo cercavo, ma oggi trovarlo è estremamente facile. Non c’è nulla di sbagliato, anzi, non c’è niente di più giusto della curiosità, della voglia di sapere. La scoperta di questa cosa, il sesso, di cui nessuno parla, come tutte le cose “proibite”, genera un’irrefrenabile attrazione, specie per un bambino o una bambina nel pieno della curiosità e della ricerca.

Non credo che abbia senso, in questo momento, concentrarsi su quest’età possa essere quella giusta per scoprire il sesso o se sia una cosa prematura. La sessualità fa parte dell’essere umani, è una componente fondamentale di ognuno di noi, non vedo il motivo per nasconderla a nessuna età.
Mi concentrerei però su un altro punto: quando si ha accesso a contenuti porno, quanto di sesso e sessualità effettivamente si scopre?

Il porno è una rappresentazione spesso non realistica della sessualità, soggetta a determinati meccanismi e canoni che non hanno nulla a che vedere con il sesso reale. Non ho niente contro il porno, è una forma di intrattenimento erotica come altre, infatti il grosso problema non è il porno in sè o l’accesso libero a questi contenuti, è l’assenza di un’educazione alla sessualità che permetta agli undicenni di capire che esistono delle differenze, che il porno è intrattenimento e non realtà.

Guardiamo lo stato dell’arte: in Italia l’educazione sessuale nelle scuole non esiste in forma obbligatoria e se vengono fatti dei corsi extra, non solo la maggior parte delle volte non trattano di vera educazione sessuale ma di educazione alla contraccezione e spesso vengono anche visti male dai genitori stessi; soprattutto vengono fatti in età piuttosto tarda, ovvero in quarta o quinta superiore.

Cosa può quindi succedere se una ragazzinoa di 11 anni inizia ad avere un approccio alla sessualità porno-deviato e non riceve mai un’educazione sessuale moderna che parli non solo di contraccezione e di malattie sessualmente trasmissibili ma affronti anche il tema del genere, del piacere, del consenso o delle diverse tipologie di stimolazione etc?

Gli scenari sono ovviamente i più diversi, da quello molto positivo che ritiene che nulla accadrà e prima o poi la persona scoprirà dall’esperienza che le cose sono diverse, a quelli più realistici che vedono ad esempio lo sviluppo di aspettative troppo elevate o non realistiche, ansia da performance, scarsa stima di sè, “incidenti” di percorso con gravidanze o malattie (in aumento dal 2007), delusioni, simulazioni etc.

Ovviamente il mio obiettivo non è terrorizzarvi, ma per fare un paragone del tutto differente, mettereste in mano una macchina a qualcuno che non ha mai fatto scuola guida o una guida in vita sua pensando “beh con la pratica imparerà”? Non credo.

In quanto genitori di oggi o potenziali future mamme e papà, credo sia quindi molto utile riflettere sul fatto che, che ci piaccia o meno, abbiamo un ruolo determinante nello sviluppo della sessualità dei nostri figli. Se non affrontiamo noi l’argomento, fornendo loro i corretti elementi perchè possano capire, provare ed essere consci di quello che fanno, il porno è oggi l’alternativa.
Se ci pensate bene, probabilmente neanche voi avete ricevuto un’educazione sessuale prima di avere le prime esperienze; forse molti di voi avranno pensato “se lo avessi saputo prima!!”. Amici, fratelli e sorelle maggiori sono sempre fondamentali e fonti di sapere, ma da mamme o papà, vi chiedo: non volete metterci lo zampino anche voi per assicurarvi che siano informazioni corrette?

Qui si apre ovviamente uno scenario del tutto umano: l’imbarazzo e qualche paura.
Parlare di sesso è difficile; non siamo abituati a farlo, nessuno ce ne ha mai parlato probabilmente prima e non sappiamo bene da dove iniziare. Ci sono diversi studi fatti da medici, psicologi, sociologi e sessuologi sul perchè parlare di sessualità è generalmente così difficile, ma non è questa l’occasione per potermi dilungare sulle varie teorie. Prendo la cosa come un dato di fatto.

L’imbarazzo, qualsiasi cosa io vi dica, a partire dal fatto che il sesso è una naturale parte di noi, che tutti lo facciamo, fino al fare paragoni con altre cose imbarazzanti di cui però parliamo con meno problemi, probabilmente non vi passerà. Vi consiglio però di cercare di mascherarlo il più possibile, onde evitare di far passare il messaggio che il sesso è un qualcosa di imbarazzante, invece di una cosa bella, naturale e che bisogna viversi al meglio e in piena coscienza. Provate se vi viene spontaneo a fare qualche battuta, a ridere se volete ridere, a mettere voi stessi a vostro agio, oltre che i vostri pargoli.

La paura che molto spesso sento da parte dei genitori è legata al fatto che se si parla di sesso ai figli loro probabilmente lo faranno prima perchè lo scoprono prima. Non c’è niente di più sbagliato in realtà; questo lo testimoniano non solo i dati di diverse ricerche ma soprattutto è abbastanza ovvio che se a 11 anni cercano contenuti porno, di sesso qualcosa già sanno.

Forse, da mamma o papà, in fondo, una volta superato il trauma del tutto lecito e naturale, che il proprio pargolo ha smesso di gattonare ed è sempre più un adulto, preferirete pensare che in qualsiasi momento lui o lei si sentano pronti ad avere rapporti sessuali, lo faranno con responsabilità, rispetto di sè e degli altri, vogliosi di scoprire un qualcosa di nuovo che noi sappiamo può essere bellissimo ed estremamente emozionante. Credo vorreste che fosse così anche la loro prima volta, e tutte quelle a venire.

Molto dipende quindi da voi.

Non c’è ovviamente la ricetta perfetta per parlare di sessualità ai propri figli ma sarebbe bello riuscire a farlo includendo diversi i aspetti del sesso, dando il giusto peso alla contraccezione e alla trasmissione delle malattie senza cadere nel “terrorismo psicologico”; parlare di piacere, di diverse tipologie di coppie, di rispetto e soprattutto di consenso.

Vi invito quindi a cercare di gestire l’imbarazzo e superare le paure e a prepararvi per quando arriverà la fatidica domanda: “ma come nascono i bambini?”. E anche se la domanda non arriverà mai, ricordatevi che non possiamo controllare tutto e prima o poi, attorno agli 11 anni, qualcosa sul sesso lo scopriranno da soli.

Certo sarebbe bello poter avere il supporto della scuola, come succede in altri paesi tra cui l’Inghilterra e diversi altri in Europa, e continueremo a lavorare perchè questo accada anche in Italia prima o poi, ma sarebbe solo un aiuto a rompere il ghiaccio.
Dopo tutto, in quanto genitori, ci siamo assunti delle responsabilità; dare ai nostri figli tutto quello che può servire perchè vivano al meglio la propria sessualità è una cosa che dovremmo abbracciare con entusiasmo e non vivere come un’incombenza da gestire.

Ogni genitore vuole il meglio per i propri figli, perchè quando si tratta di una cosa così importante come la sessualità, questo desiderio diventa difficile da realizzare?

Cambiare si può, parlate di sesso.

VSC

DI VIRGINIASOFIA CERRONE
DIRETTRICE