Love is Love: Omosessualità e Arte

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Care lettrici (e cari lettori), credo sia giunta l’ora di affrontare uno dei temi più dibattuti negli ultimi tempi: l’omosessualità.

Su questo argomento ne sono state dette e scritte di tutti i colori ma, tra pareri contrastanti, notizie sui giornali e politiche più o meno condivisibili, spesso ci si dimentica di ragionare autonomamente lasciandosi trascinare dall’opinione comune. Proprio per questo motivo, è importante ricordare il ruolo civilizzatore dell’arte e quanto quest’ultima possa aiutare il nostro naturale processo di riflessione.

Com’è noto a tutti, l’omosessualità non è certo una scoperta degli ultimi decenni. Artisti come Leonardo Da Vinci, Sandro Botticelli, Benvenuto Cellini e Caravaggio sono stati perseguitati e processati perché considerati colpevoli di sodomia. Mentre, in epoca più recente, Andy Warhol, Tamara De Lempicka, Keith Haring e molti altri artisti omosessuali sono stati consacrati come icone gay.

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L’opinione comune nei confronti dell’omosessualità, per fortuna, è fortemente mutata nel corso della storia. Circa un anno fa, il Museo del Prado di Madrid, in occasione del WorldPride 2017, allestì una mostra di trenta opere sul tema dell’omosessualità chiamata “Lo sguardo dell’altro. Scenari per una differenza.”, atta a sensibilizzare anche i più perbenisti mostrando diversi tipi di amore ed identità sessuali considerati “fuori dalla norma”. Oggi, è proprio sulla parola “differenza” che vorrei soffermarmi.

Il percorso attraverso gli esempi di omofilia e “diversità”  all’interno della storia dell’arte sarebbe certamente troppo lungo per essere riassunto in un articolo; si potrebbe partire dai temi trattati nelle Metamorfosi di Ovidio, alle statue di ermafroditi, a Michelangelo e la storia di Ganimede, passando per la Maddalena Ventura, donna barbuta realizzata da Ribera, le molteplici tele raffiguranti San Sebastiano (fanciullo efebico martirizzato, Santo protettore degli omosessuali nonché icona gay), arrivando ad opere man mano più contemporanee, alcune ritraenti amori carnali e sensuali ed altre mirate alla rappresentazione di percorsi interiori e sofferti.

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Vorrei che tramite queste opere-spunto si ragionasse sul fatto che siamo spesso portati a giudicare quello che riteniamo diverso o non conosciamo. Ciò che ci appare inconsueto.
Chissà qual è la cifra che ci distingue dagli artisti, quella molla creativa che permette loro di cogliere in maniera differente la diversità. Non credo affatto sia una questione di intelligenza quanto, forse, di sensibilità.
Ed oggi, purtroppo, di sensibilità ce n’è molto poca.

Non voglio pensare che Botticelli o Caravaggio fossero schiavi di un sistema che li costringesse tramite messaggi subliminali, moda o chissà quale altra diavoleria ad essere omosessuali (anche se qualcuno lo pensa). Eppure lo erano. Eppure respiravano e dormivano esattamente come noi. Come tutte le persone del mondo, di ogni ceto sociale e nazionalità.

Ma dove sta la vera differenza tra noi, esseri umani? Può davvero essere sancita da un qualche orientamento sessuale, ancora oggi?

Paradossalmente (Udite! Udite!), le parole antiche si dimostrano vere e proprie manifestazioni di modernità. Un esempio su tutti, quello di Saffo con le sue poesie sull’Isola di Lesbo sull’amore tra le ragazze che vi abitavano; era circa il 600 a.C., e tutto è accaduto senza le troppe urla allo scandalo che invece, oggi ancora nel 2018, noi ci sorbiamo, davanti ad un Pride o – più semplicemente – ad un ragazzo che ci passa davanti con fare effeminato. Certo, l’ostentazione spesso può risultare fastidiosa ma, è altrettanto vero che se ci fosse una totale accettazione di ciò che normalmente cataloghiamo come “diverso”, probabilmente non ci sarebbe bisogno né di rivendicare né, tantomeno, di ostentare. O forse non lo noteremmo nemmeno, perchè non sarebbe più una cosa “inusuale”.

Terry Richardson 1998

Pochi giorni fa, postando sul mio profilo di Facebook una fotografia di Terry Richardson raffigurante Batman e Robin nell’atto di baciarsi, mi è stato fatto notare quanto Batman fosse “poco virile” e quanto « Un vero duro un macho, secondo i normali canoni, è etero…», e ancora: « Hai mai sentito di supereroi gay? Hai mai notato?» .

Di fronte a questa esternazione, non solo ho pensato che forse il genio che ha commentato Batman non lo conoscesse affatto, ma ho anche ragionato a lungo sul concetto di eroe.
Io non ho mai visto né etero né gay scomparire, volare o possedere una Bat-mobile, al contrario, ho visto persone reali, di diverse preferenze sessuali, combattere il pregiudizio, l’odio, lo scherno e molte altre piaghe della nostra quotidianità.

Perciò vi chiedo (e mi chiedo) cos’è, oggi un (super)eroe?

(Critica D'Arte)

Sesso e Arte hanno un minimo comune denominatore: liberano la mente e lo spirito. Qualcuno diceva che “la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere” ed è proprio per questo motivo che vi voglio mostrare quanto sesso e arte abbiano viaggiato assieme durante il corso di tutte le epoche.

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