La Masturbazione Femminile Nell’Arte

Scrivo per The Pure Mag oramai da qualche mese ma ancora mi stupisco quando le persone a cui spiego cosa faccio e di cosa il magazine si occupa fanno una faccia che sta a metà tra il «Tu sei pazza!» e il «Hai detto “sesso” realmente?».

Ancora non riesco a capacitarmene e vi fermo subito, non sto dicendo che si tratti di un argomento da bar o di un giochetto volitivo, perché infatti si tratta della cosa più naturale e normale del mondo.
Sarò sincera, quando è arrivata l’opportunità di poter parlare di arte nell’eros (e viceversa) ricordo di essermi sentita un po’ in imbarazzo e la prima domanda che rivolsi a me stessa recitava qualcosa del tipo: «Cosa penserà la mia famiglia?».

Inutile dire che mi sono preoccupata per niente e che tanto mia nonna non lo verrà mai a sapere! Prima però di accettare ci ho riflettuto e ho realizzato che il sesso è una cosa talmente intima, profonda e libera da non poter essere giudicabile in nessun modo e che quindi scrivere di quest’argomento non dovrebbe poi suscitare certi effetti negativi.

Parlando di facce che la gente fa, immaginatevi quella relativa alla masturbazione femminile!! Ma visto che maggio è il mese dedicato proprio a questo, ecco che mi trovo a riflettere su cosa scrivere.
La verità è che dovremmo anzitutto metterci nell’ottica di idee per le quali la donna ha una sessualità e il semplice fatto che possa provare piacere anche piacendosi (scusate il gioco di parole) non dovrebbe far gridare allo scandalo.

Perché gli uomini si fanno grandi risate scherzando liberamente sul masturbarsi e invece le donne devono stare attente a come parlano di se stesse per timore di essere giudicate?

Viene automatico chiedersi come l’amore per se stessi e il proprio corpo possa diventare una cosa da nascondere o, addirittura, di cui vergognarsi per un mero retaggio culturale secondo il quale la donna sarebbe seconda all’uomo e soggetta al piacere di quest’ultimo senza tenere conto di quelle che possono essere le sue esigenze.

Volendo quindi superare questa visione e celebrare la masturbazione femminile attraverso l’arte, mi sono messa alla ricerca di opere valide; ho avuto non poche difficoltà nel trovarle. Tutto questo mi fa oltremodo pensare a quanto la masturbazione della donna sia stata, e sia, un tabù.

Per fortuna l’arte serve anche ad aprire le menti e qualche eccezione la si trova sempre!

G. Klimt
G. Klimt

A colpirmi sono stati alcuni disegni che rimandano alla vera essenza sinuosa del corpo femminile e alla simbiosi tra la donna e la sua sessualità. Non sappiamo se i soggetti disegnati da questi artisti fossero modelle, partner immortalate nell’intimità o più semplicemente frutto di desideri; quello che conta per noi oggi è imparare a scavare sulla superficie e ad educarci nel comprendere noi stessi.

August Rodin
August Rodin

Nello specifico amare se stessi e il proprio corpo non dovrebbe risultare strano anzi, dovrebbe essere incoraggiato in tutti i modi per il benessere fisico e mentale. Se ci pensiamo, il nostro corpo è al contempo il nostro partner numero uno dal momento in cui nasciamo e l’unico a farci compagnia per la vita intera. E’ proprio per questo che tutti noi dovremo imparare ad amarlo, scoprirlo e anche assecondarlo. Ma non è tutto qua, perché la masturbazione oltre a non avere alcun effetto collaterale ha una marea di benefici certificati!

Aiuta realmente a farci avere una maggior consapevolezza del nostro corpo, a farci sapere che cosa ci piace e, di conseguenza, a migliorare anche i rapporti di coppia. Inoltre (non lo sapevo nemmeno io) al momento dell’orgasmo il nostro corpo rilascia una serie di endorfine ed altre sostanze che migliorano sia il sonno che l’umore.
Insomma, possiamo dire che l’unica controindicazione è quella che affibbiamo noi alla masturbazione, specialmente a quella femminile.
Ci aiuta a capire meglio questo pensiero del tutto positivo nei confronti della sessualità femminile un’artista contemporanea, Jodryn McGeachin, che ci mostra dei corpi del tutto normali in atteggiamenti di amore altrettanto normali.

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Jordyn Mcgeachin

Non c’è che da augurarsi, a questo punto, che la pratica della masturbazione e, ci tengo a ripeterlo, soprattutto quella femminile torni ad essere una cosa non solo normale ma anche positiva. Ho usato il verbo “tornare” perché, benché siamo soliti pensare il contrario, nell’antichità la concezione della sessualità era in generale molto più aperta della nostra.

Mi riferisco ad epoche greche e romane prima che con l’avvento del Cristianesimo iniziassimo a restringere questa visione e far nascere il concetto di peccato legato alla pratica sessuale e manifestazione del sicuro intervento demoniaco in ogni caso che non avesse come fine primo e ultimo quello della riproduzione.

Ora è giunto il tempo di chiudere con questa visione!
Vi lascio ad osservare questi disegni anche perché io devo andare a… a celebrare al meglio il mese della masturbazione femminile!

martina de bortoli

DI MARTINA DE BORTOLI
CRITICA D’ARTE

  • Santità di Nostro Signore

    L’articolo è povero dialetticamente. Denota scarso vocabolario, calchi manualistici (nell’ottica di…), presenta poi frasi sospese da linguaggio parlato, introduzione troppo lunga e personalistica, quadri abborracciati e senza commento come a voler dire che Google immagini ha restituito qualche risultato. Trascendendo la chiusa triviale, i giudizi sulla sessualità femminile appaiono abbastanza generici e poco interessanti, non innovativi insomma.

    • Ci dispiace che il nostro articolo non ti sia piaciuto, Santità di Nostro Signore. Lo stile aperto, diretto e certamente colloquiale è proprio del nostro magazine. Purtroppo Google non ci ha affatto restituito le immagini che ci aspettavamo e lo scopo dell’articolo non era comunque quello di fare un’approfondita analisi artistica delle opere. Ma sicuramente terremo l’idea per un prossimo articolo! Non pensiamo ci debbano essere approcci innovativi alla sessualità femminile, l’innovazione potrebbe/dovrebbe proprio risiedere nel non trovare triviale il fatto che una donna viva apertamente e senza vergogna la propria sessualità.