Il Bacio tra l’Amore e la Psiche

amore-e-psiche-img1787-1793. Amore e Psiche. Si tratta di un meraviglioso gruppo scultoreo di Antonio Canova conservato al Museo del Louvre di Parigi. Così Rococò da sembrare quasi una porcellana ingigantita. La prima cosa da notare è la composizione che mostra due registri differenti: il primo con l’impostazione classica e rigorosa tipica del Neoclassicismo e la seconda, estremamente moderna, che porta al centro della nostra attenzione le braccia degli amanti che incorniciano come un mirino il focus compositivo e tematico: il bacio.

Ci troviamo a guardare questo gesto come dei voyeur che sbirciano dalla serratura senza renderci bene conto di ciò che accade. Viene quasi spontaneo domandarci se quel bacio sia già stato dato o no. Se verrà interrotto da qualcosa o qualcuno o se non esisterà mai.

amore-psiche-voltiQuesto alone di mistero scatena quello che Mario Praz definì con il nome di “erotismo canoviano” che Gustave Flaubert accolse totalmente sigillandolo con il celebre commento:

«Ho baciato sotto l’ascella la donna in deliquio che tende verso Amore le sue slanciate braccia di marmo. E che piedino! Che profilo! Ch’io possa esser perdonato, da tanto tempo questo è stato il mio solo bacio sensuale, ed è stato qualcosa in più: ho baciato la bellezza stessa, ed era al genio che sacrificavo il mio ardente entusiasmo».

In quest’atto infatti vediamo l’attrazione, il desiderio, la pulsione carnale; la stessa pulsione carnale che viviamo noi ogni volta che ci troviamo a pochi centimetri dalla bocca di qualcuno.
Eppure qui il contatto carnale non avviene.
Siamo di fronte ad un bacio bloccato, un coito interrotto.
Non si tratta di erotismo come siamo soliti intenderlo, quanto più di un erotismo adolescenziale, represso, non consumato. Preliminare, sospeso, virginale.

Se dicessi però che Amore e Psiche è tratto dall’opera letteraria Le Metamorfosi di Apuleio la nostra percezione potrebbe cambiare?

Psiche è una fanciulla mortale di indescrivibile bellezza. Venere, invidiosa di lei, dà il compito a Amore (suo figlio, chiamato anche Eros) di fare in modo che la fanciulla si innamori dell’uomo più brutto della Terra. Amore però compie un errore e fa si che Psiche si innamori perdutamente di lui. Per tenerla solo per se, Amore riesce a far rinchiudere Psiche in un castello mostrandosi a lei solamente al buio; in questi momenti i due avevano incontri di forte passione.

La fanciulla non avrebbe mai dovuto vedere il volto di Amore ma una notte Psiche, fomentata dall’invidia delle sorelle, decise di scoprire l’identità dell’amante. Mentre il dio riposava, la fanciulla prese una lampada, ne vide finalmente il volto, e si innamorò perdutamente della bellezza del dio. Ma dalla lampada una goccia d’olio bollente cadde sul corpo di Amore che, svegliandosi e capendo la situazione, si sentì tradito da Psiche e scappò da lei.

Psiche per rivedere il suo amato dovette affrontare diverse prove inflitte da Venere, la quale mandò la fanciulla negli Inferi con il compito di chiedere a Proserpina un po’ della sua bellezza, che le venne concessa con facilità. Di ritorno, presa dalla curiosità, Psiche decise di aprire l’ampolla che al suo interno non conteneva bellezza ma un sonno profondo nella quale lei sprofondò.

Ed è proprio questo il momento che Antonio Canova decise di rappresentare; il momento in cui Amore posa la bocca su Psiche risvegliandola. Potrebbe sembrare un momento simile a quello in cui Biancaneve venne svegliata dal suo principe azzurro. Questo bacio però non è riducibile ad un mero bacio di rinascita, è molto di più.

E’ un bacio sperato, desiderato, un bacio di ricordi dei gemiti di quelle notti passate con il suo Amore. Un bacio molto diverso da quello di Biancaneve, molto più erotico e carico di passione, anche se Canova ci propone l’attimo seguente, facendoci sperare, lasciandoci osservare incuriositi.

Ma quante volte ci siamo sentite resuscitare grazie ad un bacio? Quante volte un semplice bacio è diventato erotismo assoluto?

Così accade anche in quest’opera che, anche se a prima vista non si direbbe, è fortemente erotica. Cerchiamo di immaginare solo per un secondo che cosa può essere passato nella testa dei due amanti in quel momento. Immaginiamo la passione e il desiderio sprigionarsi nell’aria o semplicemente la sensazione di due corpi che si sfiorano.

Canova ci fa capire chiaramente quanto amore e passione siano comuni agli esseri umani quanto ad artisti e dei e quanto il tutto sia sigillabile con un bacio.

Ma che cos’è oggi un bacio? Oggi dove di Canoviano e lasciato all’immaginazione c’è poco! Dove siamo abituati all’esibizionismo e alla condivisione di ogni momento o sentimento! Oggi dove certi baci non sono più tabù ma altri lo sono ancora, centinaia di anni dopo “Amore e Psiche”. Che significato ha un bacio?

Il contesto chiaramente influenza molto il significato come in ogni cosa e, al di là dell’atto in se, diventa fondamentale soprattutto quando si entra nella sfera della sessualità. Si dice che il bacio è la forma di intimità più forte che possa esserci tra due persone, più del rapporto sessuale. In effetti, famosa resta la frase “le prostitute non baciano”, ripresa anche nel celebre Pretty Woman, che sottolinea proprio quanto un bacio possa avere un significato decisamente profondo e personale.

Alcuni studi hanno confermato che le donne tendono a conferire al bacio un significato più importante rispetto agli uomini. Insomma quando si tratta di baciare ce n’è per tutti i gusti: c’è chi usa il bacio come prova del nove per testare il sex appeal di un ipotetico partner e chi senza il bacio non riesce ad esempio a raggiungere l’orgasmo. Una recente ricerca belga ha scoperto che esiste un ormone del bacio, la kisspeptina, che (almeno nei topi) ha un ruolo importante nella catena degli ormoni che scatenano il desiderio sessuale.

Sarà così anche per noi umani?

Il bacio: un minimo comune denominatore e centomila sfaccettature per sottolineare quanto un gesto quasi automatico, quotidiano, possa assumere mille sfumature.

Inutile la sintesi: la pratica del bacio è comune agli esseri mortali e divini di tutte le epoche, in tutti i luoghi e le lingue del mondo.

Il bacio è il gesto universale dell’amore che non dovrebbe conoscere né limiti né barriere.

martina de bortoli

Di MARTINA DE BORTOLI
CRITICA D’ARTE